Ha esposto in alcuni tra i più importanti spazi artistici al mondo, tra cui il P.S 1 di Long Island City a New York, il Kunst-Werhe di Berlino, la Serpentine e la Saatchi di Londra, ha partecipato alla Brucennial curata da Vito Schnabel a SoHo, gli è stata dedicata una personale al MACRO di Roma, ed ora Aaron Young, celebre artista di San Francisco dalla fama internazionale che vive e lavora a New York, torna ad esporre in Italia.
Lo Studio Giangaleazzo Visconti di Milano lo ospiterà dal 7 aprile al 22 luglio, presentando 7 opere di grandi dimensioni, realizzate su alluminio e legno, e due sculture, cancelli di ferro ed oro a 24 kt, tutte realizzate tra il 2007 e il 2009. L’arte di Young è il risultato di azioni estreme e piene di energia nate dalle performance di stereotipi presi dal contesto urbano, come motociclisti, skaters e tatuatori, che l’artista dirige in acrobazie e azioni talvolta anche pericolose.
I segni lasciati dalle sgommate e frenate, su lastre di alluminio o legno precedentemente preparate con diversi strati di colore, diventano opere d’arte. Grandi centri concentrici di gomma bruciata, olio e acrilici su pannelli singoli, dittici o trittici, segni che richiamano la pittura d’azione di Pollock, ma anche le opere di Raushemberg, volgendo l’interesse verso una nuova forma d’arte legata alle corse clandestine, ai graffiti e allo skateboarding, in una rivisitazione della cultura pop contemporanea.







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